Jackie Robinson primo giocatore afroamericano nella Major League

Jackie RobinsonJack Roosevelt Robinson, detto Jackie, nato al Cairo il 31 gennaio 1931, morto il 24 ottobre 1972 a  Stamford. Il più piccolo di cinque fratelli, e si rivelò già da subito molto portato per lo sport,  distinguendosi in ben cinque discipline. Nel baseball , nel basket come guardia, nel football,e  nell’atletica leggera come saltatore in lungo e per chiudere anche nel tennis.

Negli 1890 gli organismi a capo delle varie leghe iniziarono a imporre dei vincoli alle squadre. Quando le leghe del baseball adottarono le disposizioni delle cosiddette leggi Jim Crow la presenza di giocatori afroamericani fu bandita. Cosi furono costituiti campionati per solo negri come la Negro League.

 

 

 

 

 

Jackie Robinson Carriera

Jackie RobinsonIl debutto di Jackie Robinson avviene nel 1945 quando riceve un’offerta dal Kansas City Monarchs per diventare un giocatore professionista delle Negro League. Con un contratto di 400 dollari al mese. Che per epoca era molto vantaggiosa, e subito dimostro grandi doti sportive, giocando 47 incontri,  con una media battuta di .387, realizzando 5 fuoricampo e prese parte al Negro League All-Star Game

La sua fortuna inizia quando venne notato dal general manager  Branch Rickey  , dei Brooklyn Dodgers. Che gli offri un contratto di 600 dollari al mese, per giocare inizialmente con i  Montreal Royals, squadra affiliata ai Dodgers militante nella International League.

Jackie Robinson dovette superare grandi avversità all’inizio, fu minacciato di morte e spesso veniva insultato durante le partite. Ma alla fine grazie alla sua tenacia e alla sua classe riuscì a conquistare gli appassionati del baseball segnando un ulteriore passo verso l’integrazione razziale.

 

 

 

Il primo negro nella Major League Baseball 

Jackie RobinsonIl general manager  Branch Rickey, dopo le ottime prestazioni di Jackie Robinson con i Montreal Royals, decide di farlo giocare nella Major League con i Dodgers.

Esordì il 15 aprile 1947 al Ebbets Field di Brooklyn davanti a oltre 23.000 spettatori, diventando  il primo giocatore afroamericano a militare nella Major League Baseball. E subito la convivenza con i compagni di squadra non fu semplice e all’inizio ci furono delle tensioni razziali all’interno dello spogliatoio dei Dodgers, rifiutandosi di giocare al suo fianco. Questa situazione scateno le ire del general manager  Branch Rickey, che questo discorso qui sotto chiude la contestazione:

 

 

«Non mi importa se il ragazzo è giallo o nero, o se ha le strisce come una fottuta zebra. Io sono il manager di questa squadra e dico che lui gioca. C’è dell’altro, io dico che lui ci può rendere tutti ricchi. E se qualcuno di voi non ha bisogno di soldi, farò in modo di cedervi.»

 

 

L’abbattimento della barriera razziale

Ma per Jackie Robinson non e finita qui diventando il bersaglio di continui insulti razziali sia da parte dei tifosi che degli avversari. I giocatori di alcune squadre minacciarono di scioperare nel caso fosse stato schierato contro di loro. E cosi l’intervento del presidente e dal commissario della lega che minaccio di sospendere  coloro che avevano intenzione di rifiutarsi di scendere in campo. Robinson diventò anche il bersaglio del gioco duro di molti avversari, ma per fortuna nel 1948 Reese, per rispondere agli insulti lanciati dai tifosi all’indirizzo di Robinson prima di una partita a Cincinnati, mise il braccio sulle spalle del suo compagno di squadra. Questo episodio fu immortalato con una statua esposta nel 2005 al KeySpan Park di Coney Island.

 

 

 

Record

Malgrado le varie situazioni razziste, Jackie Robinson sfoggia prestazioni di alto livello, chiudendo la stagione  con 175 valide, 12 home run, 48 punti battuti a casa, 125 punti segnati, 29 basi rubate, diventando primatista della National League e una media battuta di .297. Nel 1947 fu il primo giocatore a ricevere il Rookie of the Year Award. E nello stesso anno entrano a fa parte della squadra, altri giocatori di colore allentano la pressione su Jackie Robinson.

L’anno della svolta arriva nel 1949, quando i  Dodgers ingaggiarono come consulente George Sisler, già membro della Baseball Hall of Fame, per aiutarlo a migliorare con degli allenamenti specifici. E subito si vedono i risultati, migliorando la sua media punti, che negli anni precedenti era stata di poco inferiore ai .300, ad alzarsi fino a .342. A questa eccellente media si aggiunsero 37 basi rubate, 124 punti battuti a casa e 122 punti realizzati. che gli  valse la nomina  della National League  come seconda base titolare nel All-Star Game di quell’anno.

Negli anni successivi con i Dodgers disputò in tutto dieci stagioni, giocando per sei volte le World Series e vincendole nel 1955. Nel 1949 vinse il premio come miglior giocatore della National League. Fu selezionato per sei volte per All-Star Game, dal 1949 al 1955.

 

 

Il ritiro a causa del diabete

Jackie Robinson

Il 1956 fu il suo ultimo anno di attività, le sue statistiche furono piuttosto deficitarie rispetto al suo periodo d’oro. Anche a causa dei primi sintomi del diabete,  che lo convinsero ad abbandonare l’attività agonistica

Jackie Robinson si ritirò ufficialmente il 5 gennaio 1957 a quasi 38 anni di età. le terapie contro questa malattia non erano all’avanguardia come oggi, così, adottò una terapia a base di alcune iniezioni giornaliere d’insulina. Ma non poté impedire l’avanzata delle complicanze ed in particolare i problemi al cuore e agli occhi che gli causa la quasi cecità.

Il 24 ottobre 1972 Jackie Robinson si spense a Stamford in Connecticut all’età di cinquantatré anni a causa di un attacco di cuore. Viene sepolto al Cypress Hills Cemetery di Brooklyn vicino a suo figlio Jackie Jr., morto nel 1971 in un incidente automobilistico. Nel 1973 Rachel Robinson, la vedova di Jackie, fondò la Jackie Robinson Foundation, un’organizzazione senza fini di lucro impegnata nella promozione di programmi di scolarizzazione per i bambini.

 

 

 

 

 

 

 

Di Cardito Riccardo

Riccardo Cardito. Redattore editoriale dei siti www.mythebeststudyportal.com, www.wikisportstory.com e www.portaledellerecensioni.com. Ex giocatore d'azzardo professionista con più di 30 anni di esperienza, con un master in scienze matematiche, interdetto nei casinò di Venezia e de la Vallée per aver usato dei programmi matematici. Autore di molti trattati sui metodi di scommesse sullo sport, lotto e gioco d'azzardo. Viene considerato da molti uno dei maggiori esperti nel settore, nato a Roma dove attualmente vive .

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